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	<title>Marco Sabatiello Blog</title>
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		<title>Come inserire la gallina dalle uova d`oro anche negli affari</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 21:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cashflow]]></category>
		<category><![CDATA[gallina uova d`oro]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza finanziaria]]></category>
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		<category><![CDATA[modello scalabile]]></category>
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		<description><![CDATA[Come prima cosa voglio evidenziare la differenza tra il reddito da lavoro e quello automatico. Se ad esempio hai redditi da affitti per 2.000 euro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come prima cosa voglio evidenziare la differenza tra il reddito da lavoro e quello automatico.<br />
Se ad esempio hai redditi da affitti per 2.000 euro al mese e hai spese per 1.000 euro, allora sei libero oltre che ricco di tempo.<br />
Sei  una persona che si può definire <strong>libera finanziariamente</strong> perche` entrate automatiche sono maggiori delle sue spese.</p>
<p><span id="more-213"></span><br />
Vale anche il reddito da lavoro?<br />
NO, il tuo stipendio non è automatico, se non lavori non guadagni. Quindi non ti dà libertà.</p>
<p>Questo principio e` valido sia nella vita privata che in ambito business, e` duplicabile in qualsiasi campo.<br />
Ecco alcuni esempi di <span style="color: #333399;"><strong><a href="http://www.youmillionaire.it/" target="_blank">GALLINA DALLE UOVA D`ORO</a></strong></span>:</p>
<ul>
<li>Business non gestiti come la gestione di attivita` commerciali</li>
<li>immobili a reddito</li>
<li>nuove energie pulite e rinnovabili</li>
<li>Network Marketing</li>
<li>distributori Automatici di prodotti</li>
<li>lavavanderie a gettoni o similari</li>
<li>sistemi di trading automatici</li>
<li>titoli finanziari come azioni, ETF, fondi, obbligazioni</li>
<li>Diritti d’autore:vendita ebook e infoprodotti</li>
<li>Diritti dalla vendita di brevetti</li>
<li>Royalties</li>
<li><a href="http://www.youmillionaire.it/"><span style="color: #800080;"><strong>CASH FLOW CLUB</strong></span></a></li>
</ul>
<p>Molti di loro sono modelli scalabili. Cosa significa?<br />
Te lo racconto attraverso il video: <a href="http://youtu.be/j09DsoBT_JY" target="_blank">&#8220;La parabola dei secchi e dell`acquedotto&#8221;</a><br />
<a href="http://youtu.be/j09DsoBT_JY" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-216" title="secchio" src="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/03/secchio.jpg" alt="" width="300" height="450" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ti lascio con questa fiaba, molto istruttiva:</strong></span></p>
<p><em>Un contadino trovò un giorno nel suo pollaio un uovo tutto d&#8217;oro. Pensò di aver visto male, si avvicinò meglio, lo prese in mano&#8230;</em><br />
<em>“E&#8217; proprio d&#8217;oro” disse al colmo della gioia, “d&#8217;oro zecchino!”</em></p>
<p><em>Prese il prezioso uovo e, con molta cura, lo portò in casa. Anche la moglie rimase dapprima stupita poi felice disse al marito: “Siamo ricchi. Abbiamo una gallina che fa le uova d&#8217;oro. Non saremo più costretti a lavorare”.</em><br />
<em>“Aspettiamo a essere così sicuri”, rispose il marito “può essere un caso”. “Non sappiamo ancora se possediamo una gallina che ci fa le uova d&#8217;oro o se questo è piovuto, chissà come, dal cielo”.</em></p>
<p><em>Il giorno seguente ansioso ed emozionato il contadino entrò nel pollaio. L&#8217;uovo d&#8217;oro era là, e l&#8217;uomo tirò un gran sospiro di sollievo.</em><br />
<em>“E&#8217; proprio vero!” gridò quindi alla moglie uscendo di corsa dal pollaio.</em><br />
<em>“Abbiamo una gallina che fa uova d&#8217;oro. Dobbiamo scoprire quale fra le nostre pollastre ci fa le uova d&#8217;oro, così la separeremo dalle altre e la nutriremo meglio”.</em><br />
<em>Spiarono a lungo il pollaio e scoprirono qual&#8217;era la preziosa gallina, poi costruirono solo per lei un pollaio più spazioso e più bello in cui la rinchiusero da sola a fare le uova d&#8217;oro. Non ebbero più bisogno di lavorare e diventarono ricchi. Però, man mano che si arricchivano e che la loro fattoria si ingrandiva senza che dovessero lavorare, i due cominciarono a chiedersi perchè dovevano stare ad aspettare un solo uovo al giorno e dicevano:</em><br />
<em>“Certo che un uovo al giorno non è poi tanto! Se ne facesse almeno due!”</em><br />
<em>“Secondo me” dichiarò un giorno il contadino “questa gallina ha un mucchio d&#8217;oro nella pancia e noi stiamo qui ad aspettare un piccolo uovo al giorno, mentre potremmo diventare ricchissimi in un momento solo”</em><br />
<em>Con questo pensiero in testa uccise la gallina che faceva le uova d&#8217;oro, ma trovò che dentro era fatta come tutte le galline.</em><br />
<em>Così, per l&#8217;avidità di arricchirsi, perse anche la possibilità di ricevere quanto aveva ricevuto fino a quel giorno.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E tu, la fai crescere la gallina o la fai fuori?</strong></p>
<p><a href="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/03/macellaio_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-215" title="macellaio_1" src="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/03/macellaio_1.jpg" alt="" width="508" height="550" /></a><br />
Marco Sabatiello.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Open or closed INNOVATION? Proprieta` intellettuale.</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 21:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un`idea di business, quando si definisce  innovativa va protetta in maniera assoluta? Comincio col dire che avere un approccio di chiusura che preservi la propria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un`idea di business, quando si definisce  innovativa va protetta in maniera assoluta?</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-206"></span><br />
Comincio col dire che avere un approccio di chiusura che preservi la propria creazione potrebbe facilmente rimanere sullo “scaffale” in attesa che scocchi la fatidica scintilla.<br />
Ritengo che il concetto di “open innovation” indichi anche strategie imprenditoriali alternative che le imprese possono decidere di scegliere per la propria divulgazione delle conoscenze interne, ma anche per beneficiare di conoscenze altrui  perche` non solo guarda ai percorsi di innovazione provenienti dall`interno o dall`esterno ma indica chiaramente come anche la propria commercializzazione possa seguire “percorsi alternativi”.<br />
Credo che la proprieta` intellettuale svolge un ruolo cruciale nella Open Innovation.<br />
E`  noto che  la gestione della proprieta` intellettuale passa attraverso l`applicazione di brevetti, marchi o diritti d`autore; risulta molto piu` difficile quotidianamente mantenere segreta la conoscenza, il know how, proprio per cio` che si e` detto sulla mobilita` delle risorse. Controllare la proprieta` intellettuale, secondo la filosofia della closed innovation vuole dire essenzialmente escludere dai benefici di una propria scoperta le altre imprese. In sostanza la proprieta` intellettuale in quella visione risulta essere un sottoprodotto dell`innovazione con funzioni essenzialmente difensive.<br />
Le imprese che seguono un modello aperto di innovazione gestiscono la loro proprieta` intellettuale proattivamente. Da un lato hanno bisogno di accedere alle proprieta` intellettuali esterne per accelerare e consolidare un proprio motore di innovazione. Dall`altra parte, possono anche trarre profitto dalle proprie proprieta` intellettuali non utilizzate quando altre imprese con modelli di business differenti possono richiedere quell`innovazione, seguendo quindi percorsi esterni sul mercato delle idee.<br />
Cosi`, un`alternativa che e` sempre piu` presente e` il licensing-out a partner esterni che possono utilizzare la tecnologia in cambio del pagamento di diritti di produzione, le cosidette “royalities”</p>
<p>Consideriamo uno degli esempi di una delle piu` importanti company mondiali, quando Apple concesse il brevetto dello scrolling a Nokia e IBM.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/iphone_scrolling-nokia.png.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-207" title="iphone_scrolling-nokia.png" src="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/iphone_scrolling-nokia.png.jpg" alt="" width="407" height="293" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;azienda di Cupertino è sempre stata restia a vendere i propri brevetti perche` considerati da sempre non dei semplici prodotti, ma proprietà intellettuali da difendere.<br />
Per questo, quando Apple cambio` strategia vendendo a Nokia e IBM  la possibilità di inserire nei propri device lo scrolling ci fu un`apertura nuova verso la concessione a terzi di brevetti e tecnologie proprietarie pronta per essere condivisa la propria conoscenza con tutto il mondo.<br />
Il mio pensiero e` che Apple capi` che non era piu` conveniente portare in tribunale i vari concorrenti, sia in termini economici che di immagine. Ha cominciato a concedere pertanto le  licenze ai concorrenti così da monetizzare con la conseguenza di rendere il tutto più competitivo a vantaggio dei consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p><em></em><a href="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/kropotkin.jpg"><img class="size-medium wp-image-208 alignright" title="kropotkin" src="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/kropotkin-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /> </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/kropotkin.jpg">&#8220;La scienza non fa veri progressi<br />
se non quando una verità nuova<br />
trova un ambiente pronto ad accoglierla&#8221;</p>
<p>Pëtr Kropotkin</p>
<p></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Ma una gestione dinamica della proprieta` intellettuale e` possibile solo quando i mercati per le licenze di tecnologia sono in qualche misura sviluppati, infatti le licenze di Proprieta` intellettuale possono essere commercializzati soltanto se le imprese sono in grado di trovare controparti.<br />
Alcune differenze esistono anche tra le piccole imprese e di grandi dimensioni, infatti le imprese piu` piccole sono piu` propense a concedere in licenza le tecnologie sviluppate internamente. Questo e` legato alla mancanza di attivita` complementari  oltre al minor rischio che l`eventuale titolare della licenza divenga un potenziale concorrente.</p>
<p>Una condizione importante per l`open innovation e` quindi creare un grande bacino di conoscenze di base che sia disponibile e facilmente accessibile. Al contrario, si riduce notevolmente la probabilita`  della condivisione e benficio per via della tutela  della conoscenza attraverso i segreti commerciali.</p>
<p>L`ambiente in cui nascono le idee innovative e quindi le nuove imprese deve essere un contesto favorevole a fare emergere le migliori capacita` e a non disperdere piu` promettenti occasioni.</p>
<p>Come dico sempre: “dalla condivisione dei pensieri, nascono le idee migliori”</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Marco Sabatiello.</p>
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		<title>Come lanciare un nuovo prodotto:  campagne ed eventi per renderli efficaci</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 21:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ ideazione, lo sviluppo e il lancio di un nuovo prodotto o di un intero progetto deve essere uno dei passaggi principali di un modello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’ ideazione, lo sviluppo e il lancio di un nuovo prodotto o di un intero progetto deve essere uno dei passaggi principali di un modello di business.</p>
<p><span id="more-197"></span><a href="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/lancio_prodotto.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-198" title="lancio_prodotto" src="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/lancio_prodotto.jpg" alt="" width="510" height="249" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In fase di creazione, prevediamo l`analisi di mercato, la definizione del nostro target di riferimento e quali obiettivi ci fissiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto sara` fondamentale individuare il “valore percepito” da parte del  cliente in riferimento al  prodotto o servizio rispetto a un qualcosa di similare o meglio ancora di INNOVATIVO. Soddisfare un bisogno con un valore aggiunto. Questi sono tutti elementi potenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Rifletti: il prodotto deve essere <strong>realmente innovativo e portare un reale valore aggiunto</strong>. Questo e` l`unico modo che conosco a far si che il  consumatore <strong>nei primi mesi sarà attratto all`acquisto</strong>.</p>
<p>Successivamente  gratificato nelle sue aspettative  e quindi fidelizzato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa stiamo mettendo in gioco?</strong><br />
Immagina, al contrario che  il prodotto è non e` realmente forte, otteniamo  “effetto boomerang” su  tutti glia altri prodotti dello stesso brand.<br />
Ma non c’è solo il target ad avere un ruolo fondamentale. Attorno ad un prodotto nuovo deve crearsi un’atmosfera tale che incuriosisca i consumatori senza che venga dato tutto per scontato. Ecco allora, che ti propongo alcune idee cruciali per la pianificazione del lancio di un nuovo prodotto.<br />
Ricordi le presentazioni di Steave Jobs?</p>
<p><a href="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/jobs.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-199" title="jobs" src="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/jobs.jpg" alt="" width="494" height="373" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Aveva certamente la capacita` di creare suspance. La usava tatticamente con metodo e strategia per arrivare alla presentazione del prodotto ma non solo. Riusciva ad ottenere partnership, collaborazioni o presenze a grandi eventi.<br />
I suoi prodotti si conservano nel tempo, continuando ancora oggi a distinguersi per la facilita` d`uso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ottenere risultati importanti, ritengo che oltre ad una buona strategia ci voglia anche: “la prova dal vivo” di un nuovo prodotto.<br />
Mi spiego, far toccare con mano al potenziale cliente l`innovazione; cio` permette l`interazione e permette al brand di completare quel processo di “valore percepito” con l`esperienza diretta delle caratteristiche del nuovo prodotto. Live experience.<br />
METTI IL PRODOTTO NELLE MANI DEL TUO CLIENTE!</p>
<p style="text-align: justify;">Come?<br />
Manda dei campioni gratuiti ad un gruppo di consumatori, falli provare, raccogli il feedback…fa che siano i tuoi MESSAGGERI per comunicare a quanto piu` possibile i reali benefici del tuo prodotto innovativo.<br />
Oppure contatta dei blogger, invia anche a loro un campione. Mettiti nelle condizioni di essere valutato.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, tenere conto del ciclo di vita del prodotto. Statisticamente (solo numeri) dopo 2 anni di vita il prodotto ha un calo delle vendite dovuto al fatto che i messaggeri hanno finito il loro compito e la base dei consumatori si e` ormai consolidata.<br />
Proprio per questo, per ottenere risultati consolidati gia` nella fase di lancio del nuovo prodotto, facciamo programmazioni a medio lungo termine sapendo che molto probabilmente sara` necessario fare delle campagne intorno al secondo anno o giu` di li. Pianifichiamola da subito.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Marco Sabatiello.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come trovare una strategia vincente per la tua impresa</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 10:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per prima cosa, vediamo il significato del termine “stategia”. Da Wikipededia: Una strategia è la descrizione di un piano d&#8217;azione di lungo termine usato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Per prima cosa, vediamo il significato del termine “stategia”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da Wikipededia:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una strategia è la descrizione di un piano d&#8217;azione di lungo termine usato per impostare e successivamente coordinare le azioni tese a raggiungere uno scopo predeterminato. La strategia si applica a tutti i campi in cui per raggiungere l&#8217;obiettivo sono necessarie una serie di operazioni separate, la cui scelta non è unica e/o il cui esito è <a title="Incertezza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Incertezza">incerto</a>. La parola strategia deriva dal termine <a title="Greco antico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Greco_antico">greco</a> στρατηγός (<em>strateghós</em>), ossia &#8220;<a title="Generale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generale">generale</a>&#8220;.</strong></p>
<p><span id="more-186"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Essendo di origine militare, ne conserva tutte le caratteristiche anche se la sua applicazione e` utilizzata pure nel<a href="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/strategy1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-191" title="strategy1" src="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/strategy1.jpg" alt="" width="408" height="282" /></a> business.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ogni strategia e` guidata da una mission (aziendale nel nostro caso) e da un obiettivo (normalmente di fatturato) ed e` finalizzata a lungo periodo. Metaforicamente la guerra rappresenta l`intero periodo entro la quale la strategia guida le truppe; ovviamente puo` cambiare nel caso in cui i micro-obiettivi (per arrivare a quello piu` grande) non vengano raggiunti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per cui: “se non si cambiano le azioni, si otterranno sempre gli stessi risultati”</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La tattica invece  si sviluppa nel breve periodo, in uno specifico episodio che è solo una parte della storia più vasta che è il campo della strategia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> La strategia è la guerra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La tattica è la battaglia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La battaglia puo` essere la ritirata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per vincere una guerra con una corretta strategia,  si può anche perdere una battaglia o addirittura</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ordinare una ritirata (tattica).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/Successful-CRM-Strategy.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-192" title="Successful-CRM-Strategy" src="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/Successful-CRM-Strategy.jpg" alt="" width="425" height="282" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per cui le imprese definiscono strategie di lungo periodo per raggiungere precisi obiettivi aziendali, dettate dalla mission e dai valori che guidano azioni di breve periodo. </strong></p>
<p><strong>A differenza dell’ambito militare, quello aziendale, non è centralizzazione da un`autorità e le decisioni non possono essere “imposte”. </strong><br />
<strong>In un regime democratico di una società, con una pluralità di attori (per esempio gli stakeholder), qualunque strategia deve in qualche misura basarsi sul CONSENSO.</strong></p>
<p><strong>La storia ci fa vedere dove andiamo.</strong><br />
<strong>Ora, attraverso quale fasi passa la definizione di una strategica?</strong><br />
<strong>Il primo passaggio e` FOTOGRAFARE la situazione attuale del mercato conosciuto ed in particolar modo mi riferisco alla concorrenza.</strong><br />
<strong>La seconda fase, definisce quali soluzioni possiamo offrire ad una nuova esigenza del settore che stiamo analizzando.</strong></p>
<p><strong>Solitamente, distolgo la mia attenzione dai potenziali competitor e mi concentro maggiormente su quali alternative posso sviluppare sia sui potenziali clienti che sui non-clienti.</strong><br />
<strong>Le alternative sono anche quelli che io chiamo i “prodotti o servizi adottivi”.</strong><br />
<strong>Se per esempio: dirigo una societa` di calcio, e voglio portare piu` gente e tifosi allo stadio devo  considerare le potenziali alternative che nello stesso momento della partita sono disponibili sul mercato.</strong><br />
<strong>Quindi cinema, booling, ristoranti e via dicendo. Per cui devo far migrare parte di questi potenziali tifosi verso la mia attrazione: la partita di calcio!</strong></p>
<p><strong>I clienti sono quelli che gia` si trovano in quella fetta di mercato e utilizzano gia` prodotti o servizi similari o del settore.</strong><br />
<strong>I non-clienti invece si trovano ai bordi del mercato che magari utilizzano i prodotti marginalmente o per nulla proprio in quanto non sono interessati piu` di tanto perche` il prodotto non risponde pienamente alle loro esigenze. Aspettano che qualcuno gli offra un`opportunita` diversa.</strong><br />
<strong>Tra i non-clienti abbiamo anche chi in maniera consapevole decide di non usufruire del servizio o valore offerto da tali prodotti.</strong><br />
<strong>Ancora, in questo gruppo troviamo anche quelli che ignorano il nostro potenziale prodotto o non li considerano importanti.</strong></p>
<p><strong>Fatta la “fotografia” del mercato conosciuto in cui opera la concorrenza, possiamo definire quali sono le aree di investimento in cui si sviluppano i vari modelli di business.</strong></p>
<p><strong>Nel dettaglio:</strong></p>
<p><strong>•    Prodotti: tipologia, qualita`, varieta` della gamma e relativa profondita`</strong><br />
<strong>•    Servizi accessori: cosa accompagna il prodotto principale</strong><br />
<strong>•    Erogazione: in che maniera viene fornito</strong><br />
<strong>•    Cosa e` offerto: entrare nei dettagli dell`offerta commerciale</strong><br />
<strong>•    Prestigio: immagine delle varie aziende, cosa comunicano e come</strong></p>
<p><strong>Tutti questi sono fattori fondamentali dei competitor.</strong></p>
<p><strong>Mi dedico ora a capire quale sia il VALORE PERCEPITO dagli acquirenti di quel settore in base ai fattori descritti in precedenza. Verifico effettivamente se quanto messo sul mercato e` lo stesso valore percepito dal cliente.</strong><br />
<strong>Pertanto quanto le aziende investono effettivamente in termini di risorse (umane, temporali, economiche…) e quanto questo valore e` percepito dall`attuale cliente. Paragono  le due situazioni.</strong><br />
<strong>Cosi scopro il profilo stategico dei vari competitor, da qui parto per definire la mia strategia piu` efficace.</strong><br />
<strong>TROVO la soluzione ad una nuova esigenza del settore, considerando i clienti e soprattutto i non-clienti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/pesci.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-193" title="pesci" src="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/pesci.jpg" alt="" width="423" height="313" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pertanto la vecchia strategia: “guardo cosa fanno gli altri, aggiungo qualcosa e lo propongo a minor prezzo” e` da parte mia totalmente inefficace e superata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Provate e fatemi sapere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Sabatiello.</strong></p>
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		<title>Qual`è il tuo mercato di riferimento? Hai Concorrenti? Ecco come trovare i tuoi clienti.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Modelli di business]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[come trovare clienti]]></category>
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		<description><![CDATA[Come sempre dico: “non e` possibile valutare un`idea di business ma e` possibile considerare un progetto ben strutturato”. Ritengo che per trasformare l`idea in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Come sempre dico: “non e` possibile valutare un`idea di business ma e` possibile considerare un progetto ben strutturato”.</strong><br />
<strong> Ritengo che per trasformare l`idea in un progetto in un grande successo (e per successo, intendo la capacita` di fare accadere le cose), occorre fare una preventiva ed attenta valutazione del mercato nel quale si andra` ad operare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-141"></span><br />
<strong>Le domande alle quali occorre dare una risposta precisa e puntuale sono: “ a chi vendo?” e “come vendo?” i miei prodotti/servizi?</strong><br />
<strong> Succede spesso di innamorarsi follemente della propria idea tanto da rimanere offuscati e quindi sottovalutare il contesto in cui si andrà ad operare. Sottovalutare questa fase puo` essere molto rischioso e voglio mostrarti il motivo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come prima cosa cominciamo a distinguere 3 tipologie di analisi per quanto riguarda il mercato, nello specifico ognuna ha lo scopo di individuare:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1.    mercato di RIFERIMENTO, potenziali clienti e la concorrenza attuale</strong><br />
<strong> 2.    MACRO mercato, l`insieme della domanda e offerta dei nuovi prodotti/servizi che la new company offrirà`</strong><br />
<strong> 3.    mercato OBIETTIVO,  ovvero il target della mia clientela e i potenziali competitor di cui inizialmente dovro` tener conto</strong></p>
<p><a href="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/target.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-142" title="target" src="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/target.jpg" alt="" width="630" height="298" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ovviamente con un prodotto o servizio INNOVATIVO, la valutazione sui miei potenziali clienti e concorrenti parte comunque da dati conosciuti nel momento della ricerca che il mercato riconosce.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mia provocazione e`: “Hai concorrenza?”, allora modifica qualcosa nel tuo modello di business perche` finirai per seguire una scia che qualcuno avanti a te sta utilizzando!</strong><br />
<strong> Voglio dire di creare un tuo mercato. Gli altri che siano solo un punto di partenza per fare valutazioni oggettive e numeriche.</strong><br />
<strong> Il MERCATO DI RIFERIMENTO da risposte sulla tipologia dei miei clienti in quanto il nuovo modello di business ha un preciso e circoscritto contesto economico-sociale, geografico e temporale.</strong><br />
<strong> A chi mi rivolgo?</strong><br />
<strong> Quali caratteristiche hanno questi profili?</strong><br />
<strong> Quanto e` grande questo gruppo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proprio per questo, il  mercato di riferimento funge da &#8220;ago della bilancia&#8221;.</strong><br />
<strong> Una corretta  ricerca di mercato porta ad identificare gli attori che agiscono all&#8217;interno di esso comunicando una serie di informazioni:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>•    prezzi attuali di prodotti similari</strong><br />
<strong> •    politiche promozionali</strong><br />
<strong> •    sistema distributivo</strong><br />
<strong> Per capire il contesto in cui si andrà ad operare, le sue regole di funzionamento e come inserirsi con il proprio prodotto o servizio e&#8217; fondamentale offrire le seguenti informazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tale processo, permette di valutare gli spazi liberi del mercato oltre che individuare e definire una corretta strategia. Quest`ultima passa sicuramente da elementi di differenzazione e diversificazione.</strong></p>
<p><a href="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/2012-02-03_134100.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-143" title="2012-02-03_134100" src="http://www.marcosabatiello.it/wp-content/uploads/2012/02/2012-02-03_134100.jpg" alt="" width="623" height="462" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>COME REPERIRE QUESTE INFORMAZIONI</strong><br />
<strong> Vedo di darvi qualche spunto interessante, per esempio:</strong><br />
<strong> •    tramite la camera di commercio della provincia di riferimento, possiamo richiedere (solitamente  e` a pagamento),  l`elenco delle imprese che mi interessa conoscere di una determinata categoria</strong><br />
<strong> •    visitare mostre, fiere, eventi di settore, saloni incontri delle imprese concorrenti o similari</strong><br />
<strong> •    recarsi direttamente nella zona in cui si intende aprire l`attivita` (se prevede negozi, uffici o similari ovviamente, altrimenti potete lavorare da casa)</strong><br />
<strong> •    farsi dare informazioni dai clienti e fornitori concorrenti</strong><br />
<strong> •    considerare le associazioni di categoria</strong><br />
<strong> •    reperire informazioni preziose dalle catene in franchising del settore</strong><br />
<strong> •    visionare i dati istat</strong><br />
<strong> •    societa` professionali che svolgono ricerche di mercato nel mondo online e offline</strong><br />
<strong> A questo punto ho una marea di informazioni; tocca passare alla finitura delle stesse per trarne il massimo beneficio anche sul mio prodotto o servizio.</strong><br />
<strong> Infatti mi e` piu semplice fare una descrizione  tecnica dello stesso con le  principali linee d`uso, utilita`, funzioni e soprattutto vantaggi per il cliente. Caratteristiche tecniche quali materie prime, sistemi di produzione e tecnologie associate.</strong><br />
<strong> A questo punto sara` piu` facile identificazione degli elementi  innovativi in base al mercato attuale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Sabatiello.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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